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Etf, adesso puntano sulle materie prime
Di Miaeconomia.it
Erano i grandi assenti della famiglia italiana degli Etf.
Tra i quasi 50 prodotti dell'indice Mtf di Piazza Affari, infatti, sono
presenti diversi comparti sia azionari che obbligazionari.
E' possibile investire sull'azionario Italia, Europa, Cina, America e
Giappone.
Oppure sui titoli di Stato area euro o sull'obbligazionario corporate
sia Europa che America.
Ma anche sulle società del settore immobiliare.
Quello che mancavano erano dei prodotti legati alle commodities.
Energia, ma anche i prodotti agricoli come grano e soia , oppure i
metalli preziosi come l'oro e l'argento.
Sono stati i grandi protagonisti dei mercati degli ultimi mesi e
nonostante una recente inversione di marcia secondo diversi esperti
potrebbero continuare a macinare record anche in futuro.
Gli Etf, sono dei fondi quotati in Borsa come delle azioni.
E sono legati a un indice, un paniere di titoli, che fa riferimento a
una determinata categoria.
Consentono, per esempio, di investire in mercati normalmente poco
conosciuti come la Cina, il Giappone o più in generale i Paesi
emergenti, diversificando però il rischio.
A colmare il gap sulle materie prima ci hanno pensato Axa found
management e la Lyxor Internazionale Am.
E' di questi giorni, infatti, l'ammissione alla quotazione dell' "Easy
Etf Gsne.
Si tratta del primo prodotto quotato in Italia legato a un indice delle
materie prime escluse quelle energetiche.
Mentre anche il grande protagonista del mercato degli Exchange traded
fund in Italia, Lyxor International che fa capo a Società Generale, si
appresta a lanciare l'Etf Commodities Crb, costo annuo dello 0,35% e
dividendo annuale.
Il Reuters/Jefferies Crb è l'indice legato al comparto agricolo,
energetico dei metalli preziosi e dei metalli di base.
L'investimento minimo dovrebbe essere di circa 25 euro. |