Giudice di Pace

 

Cosa fa il Giudice di Pace nella materia civile


Sono di competenza esclusiva del Giudice di Pace: 1. le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi; 2. le cause relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case; 3. le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità. Sono di competenza del Giudice di Pace le cause relative ai beni mobili di valore non superiore a 5 milioni di lire (2.582,28 Euro)*, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro Giudice, e le cause concernenti la circolazione di veicoli e di natanti purché il valore della controversia non superi i 30 milioni di lire (15.493,71 Euro)**. Per cause civili di valore fino a 2 milioni di lire (1.032,91 Euro) ***, se le parti interessate ne fanno richiesta, il Giudice di Pace decide secondo equità. Il Giudice di Pace ha anche una funzione conciliativa su richiesta delle parti interessate, senza alcun limite di valore e per tutte le materie purché non siano di competenza esclusiva di altri giudici come è per le cause di lavoro e per le cause matrimoniali. Il cittadino può rivolgersi al Giudice di Pace secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile - se ha interesse a far giudicare una questione purché rientri nelle materie di sua competenza; - se vuole conciliare una controversia insorta o che potrebbe insorgere; - se vuole chiedere, nei limiti della sua competenza per valore, un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento di una somma; - se vuole chiedere, prima dell'inizio di una causa, la tutela preventiva dei diritti che si faranno valere, mediante provvedimenti d'urgenza o accertamenti immediati. (*) (**) (***) - Le somme sono indicate in lire perchè non è ancora intervenuta la norma che aggiorna gli importi in euro. Si riportano tra parentesi, a fianco delle cifre espresse in lire, gli importi in euro. Cosa fa il Giudice di Pace nella materia civile Sono di competenza esclusiva del Giudice di Pace: 1. le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi; 2. le cause relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case; 3. le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità. Sono di competenza del Giudice di Pace le cause relative ai beni mobili di valore non superiore a 5 milioni di lire (2.582,28 Euro)*, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro Giudice, e le cause concernenti la circolazione di veicoli e di natanti purché il valore della controversia non superi i 30 milioni di lire (15.493,71 Euro)**. Per cause civili di valore fino a 2 milioni di lire (1.032,91 Euro) ***, se le parti interessate ne fanno richiesta, il Giudice di Pace decide secondo equità. Il Giudice di Pace ha anche una funzione conciliativa su richiesta delle parti interessate, senza alcun limite di valore e per tutte le materie purché non siano di competenza esclusiva di altri giudici come è per le cause di lavoro e per le cause matrimoniali. Il cittadino può rivolgersi al Giudice di Pace secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile - se ha interesse a far giudicare una questione purché rientri nelle materie di sua competenza; - se vuole conciliare una controversia insorta o che potrebbe insorgere; - se vuole chiedere, nei limiti della sua competenza per valore, un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento di una somma; - se vuole chiedere, prima dell'inizio di una causa, la tutela preventiva dei diritti che si faranno valere, mediante provvedimenti d'urgenza o accertamenti immediati. (*) (**) (***) - Le somme sono indicate in lire perchè non è ancora intervenuta la norma che aggiorna gli importi in euro. Si riportano tra parentesi, a fianco delle cifre espresse in lire, gli importi in euro.

Cosa fa il Giudice di Pace in materia Penale

Il Giudice di Pace, dal 1° ottobre 2001 è anche un giudice penale (ma entra effettivamente in funzione dal 1° gennaio 2002): il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, ha attribuito alla sua cognizione, tra gli altri, alcuni reati di notevole diffusione, contro la persona, quali le percosse e le lesioni, l'omissione di soccorso; contro l'onore, quali l'ingiuria e la diffamazione; contro il patrimonio quali il danneggiamento e l'ingresso abusivo nel fondo altrui. In caso di condanna il Giudice di Pace non applica pene detentive, ma pene pecuniarie o, nei casi gravi, può applicare la pena della permanenza domiciliare o su richiesta dell'imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità.
IL GIUDICE DI PACE PENALE L'attuazione della legge delega 24 novembre 1999, n. 468 sulla competenza penale del giudice di pace operata con il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, (G.U. 6 ottobre 2000, n. 234), segna un passo decisivo verso l'attuazione di quel circuito giudiziario differenziato, relativo ai reati di minore gravità ed incidenza sociale che, affidato alla nuova figura di magistrato onorario, costituiva uno dei punti nodali del progetto di riforma del sistema giudiziario sin qui attuato con la recente riforma del giudice unico di primo grado e la depenalizzazione dei reati minori. Superando una serie di difficoltà e pregiudizi, si è così completata la competenza del giudice di pace, sino ad ora limitata alla sola materia civile, attribuendogli la cognizione di circa cinquanta fattispecie di reato ricomprese nel codice penale e nella legislazione speciale, prevalentemente riconducibili all'area della microconflittualità tra privati, non sempre adeguatamente presidiata dalla giustizia professionale, che ricaverà dalla riforma innegabili vantaggi deflattivi. Incentrate le indagini su una maggiore autonomia della polizia giudiziaria, il processo del giudice di pace si caratterizza con forme particolarmente snelle e diffusi meccanismi di deflazione dell'intervento penale, diretti ad esaltare il ruolo di mediatore sociale del magistrato onorario, cui comunque si affida un catalogo di sanzioni "miti" ma originali quali l'obbligo di permanenza domiciliare e il lavoro di pubblica utilità, di cui viene garantita l'effettività. E' comunque nell'amplificazione della tutela della persona offesa dal reato, uno dei problemi tradizionali del processo ordinario, che il procedimento davanti al giudice di pace trova forse la sua caratterizzazione principale. La configurazione di un meccanismo di citazione molto vicino all'azione penale privata, l'ampio spazio destinato alla conciliazione, la previsione di una particolare forma di estinzione del reato conseguente alla condotta riparatoria da parte dell'imputato, sono tutti istituti con cui lo Stato si dimostra disponibile a sacrificare la propria pretesa punitiva in cambio della riparazione del danno cagionato dal reato in favore dell'offeso. L'irrogazione della sanzione a carico del responsabile del reato conseguirà solo dopo la vana sperimentazione di ogni mezzo conciliativo, il cui successo è in gran parte affidato alla capacità del giudice di pace di porsi come autentico risolutore dei conflitti. Si tratta in definitiva di una vera e propria legge "di sistema", comprensiva di aspetti innovativi sia sostanziali che processuali, per quello si prospetta come un vero e proprio "laboratorio di sperimentazione" di istituti per la loro eventuale esportazione nel processo del giudice togato. Questo sito sul giudice di pace nasce con specifiche finalità divulgative, nell'intento di agevolare la comprensione di una riforma che porterà numerosi utenti della giustizia penale, per fattispecie del vivere quotidiano, al contatto con un giudice "pacificatore" della controversia anche nel settore penale. Oltre ai testi normativi ed alle circolari dirette a dare attuazione alla riforma nei suoi vari aspetti, tra cui quello importantissimo del tirocinio dei giudici onorari, si sono raccolti dati statistici, diagrammi esplicativi, bibliografia, interventi e quant' altro possa essere in grado di soddisfare gli interessi o le semplici curiosità in argomento. Principalmente ci si è proposti di offrire uno spazio al contributo di quanti, giudici di pace, avvocati, o semplici cittadini, intendano confrontarsi sui più vari aspetti dell'organizzazione, della competenza e del procedimento penale davanti al giudice di pace, per consentire l'articolarsi di un confronto a più voci su una riforma che va accolta senza pregiudizi di sorta, in quanto capace, se attuata positivamente, di fornire una risposta di giustizia celere, riparatoria ed effettiva, determinando anche una concorrenza virtuosa da parte della giustizia cosiddetta "maggiore".

 

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare radicale, eletta per il Partito Democratico
 
 

Per facilitare l'accesso dei cittadini al giudice di pace ho presentato un disegno di legge, redatto in collaborazione con l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori). 
Il giudice di pace e' strumento fondamentale per la difesa dei diritti del cittadino-consumatore. Dalla sua creazione nel 1991 (legge del 21 novembre n. 374), centinaia di migliaia di cittadini che non avrebbero mai fatto ricorso al giudice ordinario, sono riusciti ad ottenere giustizia rapidamente e con costi limitati proprio grazie all'istituto del giudice di pace. 
A distanza di 17 anni dalla sua istituzione, il limite di 5 milioni di vecchie lire (oggi 2582,28 euro) per poter ricorrere al giudice di pace e' rimasto invariato, a fronte del costante aumento del costo della vita. Di fatto, anno dopo anno si e' ridotta la possibilita' per i cittadini di farvi ricorso. Lo stesso vale per il limite di 1 milione di vecchie lire (pari a 516,46 euro) per poter ricorrere senza l'obbligo dell'avvocato.
Se da una parte questo ha portato ad un maggiore ricorso alla gia' lenta e spesso inefficiente giustizia ordinaria, dall'altra ha scoraggiato migliaia di cittadini-consumatori nel difendere e affermare i propri diritti. Nei tribunali ordinari le udienze fissate e rimandate per anni e l'obbligo di ingaggiare un avvocato, ne scoraggiano l'uso; ma altrettanto accade con il giudice di pace, grazie agli attuali tetti economici e il quasi obbligo di avere il conforto di un legale.
Con l'approvazione di questo disegno di legge i cittadini potranno ricorrere al giudice di pace per tutte le controversie fino ad un valore massimo di 16.000,00 euro (gia' possibile oggi ma solo per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e natanti). Inoltre, per tutti i ricorsi in sede civile al giudice di pace, i cittadini potranno difendere se stessi, senza l'obbligo di rivolgersi ad un legale. Si tratta anche di rendere attuale quello spirito che ispiro' il legislatore nel 1991: diciassette anni fa il livello di conoscenza giuridica del cittadino era considerato di buon livello per certi tetti economici di contenzioso; in tutti questi anni credo che la scolarita', l'informazione individuale e collettiva e soprattutto l'avvento di uno strumento come Internet, abbiano fatto fare notevoli passi avanti al cittadino/consumatore, contribuendo ad una sua maggiore capacita' civile e giuridica.
E' utile approvare leggi a favore dei consumatori conferendo loro maggiori diritti, ma si fa solo demagogia se, al contempo, non vengono offerti strumenti adeguati e piu' efficaci per difendere ed affermare questi diritti.

 
Qui di seguito il testo completo della relazione e del disegno di legge:

 

Disposizioni riguardanti la competenza civile del giudice di pace

 

Disegno di legge di iniziativa della senatrice Donatella Poretti

Onorevoli Senatori!
Questo disegno di legge e' stato redatto in collaborazione con l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori).
Il giudice di pace e' strumento fondamentale per la difesa dei diritti dei consumatori. Dalla sua creazione nel 1991 (legge del 21 novembre n. 374), centinaia di migliaia di cittadini che non avrebbero fatto ricorso al giudice ordinario, sono riusciti ad ottenere giustizia rapidamente e con costi limitati proprio grazie all'istituto del giudice di pace. 
A distanza di 17 anni, possiamo dire che questa istituzione rappresenta uno dei piu' importanti ed efficaci strumenti di giustizia nel nostro ordinamento. Come ricorda l'Aduc, e' presso il giudice di pace che la gran parte dei contenziosi che riguardano i consumatori e gli utenti trovano risoluzione. 
Vi sono pero' alcune modifiche indispensabili per rendere questo istituto ancora piu' efficace e fruibile da parte dei cittadini.
All'articolo 1, comma 1 e 2, si provvede ad ampliare la competenza del giudice di pace a cause relative ai beni di valore fino a 16.000 euro. Infatti, l'attuale limite di 2.582,28 euro e' tale dal 1991 (all'epoca 5 milioni di lire), e quindi non piu' adeguato. Il nuovo limite di 16.000 euro qui proposto non e' arbitrario, essendo un arrotondamento della cifra (15.493,71 euro) gia' prevista all'articolo 7, comma 2 del Codice di procedura civile, per cause di risarcimento –sempre presso il medesimo giudice di pace- del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e natanti; comma che viene abrogato in quanto non esisterebbe piu' alcuna differenza fra le controversie.
Infine al comma 3, viene estesa a tutti i ricorsi presso il giudice di pace la possibilita', per il cittadino, di ricorrere personalmente, ovvero senza il ministero o l'assistenza di un difensore. Come segnala l'Aduc, infatti, fra i piu' grandi ostacoli alla difesa vi e' l'obbligo di rivolgersi ad un avvocato, eccetto per cause che non superino i 516,46 euro (limite stabilito nel 1991 equivalente ad un milione di lire). Un obbligo che, essenzialmente per questioni economiche, scoraggia molte persone ad adire le vie legali. Sono molti i consumatori che, dopo aver constatato che da soli non possono procedere, preferiscono rinunciare al ricorso alle vie legali, lasciando di fatto impuniti molti illeciti.
Le contestazioni in materia potrebbero essere diverse e, apparentemente a favore del cittadino/consumatore che, specie nei processi contro la pubblica amministrazione e contro grandi aziende, si troverebbe da solo a fronteggiare schiere di avvocati. E ' la stessa motivazione che veniva addotta quando nel 1991 fu istituito questo giudice e che il legislatore penso' bene essere superata dalla diffusa informazione e conoscenza giuridica dei singoli cittadini. Portare la cifra-tetto del contenzioso a 16.000 euro e' solo per rendere attuale quel medesimo spirito che ispiro' il legislatore nel 1991. Non solo. Diciassette anni fa il livello di conoscenza giuridica del cittadino era considerato di buon livello per certi tetti economici di contenzioso; in tanti anni credo che la scolarita', l'informazione individuale e collettiva e soprattutto l'avvento di uno strumento come Internet, abbiano fatto fare notevoli passi avanti al cittadino/consumatore, contribuendo ad una sua maggiore capacita' civile e giuridica.
All'articolo 2, viene dato mandato al ministro dell'Economia e delle Finanze di destinare le risorse necessarie per l'applicazione di questa legge entro sei mesi dalla sua approvazione.  La legge potra' entrare in vigore solo dopo le necessarie variazioni di bilancio. 
 
DISEGNO DI LEGGE

Art. 1
(Modifiche al Codice di procedure civile) 

1. L'articolo 7, comma I del Codice di procedura civile, e' sostituito dal seguente:
"Il giudice di pace e' competente, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice, per le cause che riguardano controversie il cui valore non supera 16.000 euro." 
2. Il comma 2 dell'articolo 7 del Codice di procedura civile e' abrogato.
3. L'articolo 82, comma 1 e' sostituito del Codice di procedura civile e' sostituito dal seguente:
"I. Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente.
4. L'articolo 82, comma 2 del Codice di procedura civile e' abrogato.

Art. 2
(Copertura finanziaria) 

1. Entro sei mesi dall'approvazione di questa legge, il ministro dell’Economia e delle Finanze, sentito il ministro della Giustizia, stanzia, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. La legge entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e comunque non prima dell'approvazione dei decreti di cui al punto 1.

http://www.aduc.it

 

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