21/3/2009 (7:57) - IL
PROGETTO PER L'EDILIZIA - DOMANDE E RISPOSTE
Piano casa, ecco le novità
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Non si potranno costruire più di 300 nuovi metri
cubi |
Dal condominio alla fabbrica: cosa sarà consentito o
vietato con il nuovo decreto
a cura di ROBERTO GIOVANNINI
Quali sono le novità nella nuova bozza del
piano casa?
Le principali novità sono quattro. La prima
riguarda i volumi degli interventi, che non possono
superare il limite dei 300 metri cubi per un
immobile residenziale. C’è poi la riduzione al 50%
del contributo di costruzione dovuto al Comune.
Ancora, se si demolisce un immobile lo si può
ricostruire con un aumento fino al 35% della
cubatura. Infine, il decreto riguarda tutti gli
immobili, non solo quelli costruiti negli ultimi
venti anni.
Chi abita in condominio, potrà ampliare la
sua casa?
Sarà molto difficile, se non impossibile. In primo
luogo perché bisognerebbe mettere d’accordo tutti i
condomini e poi per ovvie ragioni
tecnico-costruttive. Anche la chiusura di una
veranda modifica l’aspetto esterno del condominio:
di conseguenza, basta un solo «no» in asssemblea per
impedire i lavori. E poi i condomini confinanti
possono opporsi.
E se c’è un condomino che possiede il lastrico
solare?
Sulla carta potrebbe sopraelevare o trasformare le
«fontane». Ma la modifica può incidere sulla statica
dell’edificio o sull’aspetto esterno, che sono
considerati beni comuni.
Che può fare chi vive in una villetta, indipendente?
Può ampliare fino a un massimo del 20% il volume
della sua casa.
Per avviare i lavori serve un permesso di
costruzione?
Non più: sarà sufficiente una semplice «denuncia di
inizio attività», firmata sotto la sua
responsabilità dal progettista che ha studiato le
modifiche, corredata dai progetti e
dall’autocertificazione di conformità del progetto
alla norma.
Cosa cambia se si abbatte e si ricostruisce la casa?
Stesso discorso. Si può ricostruire con un aumento
del 35% della cubatura, usando tecniche di
bioedilizia oppure (lo prevede già la legge) di
risparmio energetico e idrico.
Si possono cumulare ampliamenti e
ricostruzione?
No, bisogna scegliere lo strumento da
applicare: o l’uno o l’altro. Le agevolazioni non
sono cumulabili.
Si può trasformare la cantina in una sala
hobby?
Sarà possibile farlo purché la cantina sia
considerata abitabile, i cambiamenti di destinazione
d’uso sono infatti consentiti.
Se in giardino c’è un casotto, si può farne
una vera casetta?
Assolutamente sì: si considera il 20% di aumento di
cubatura permesso, e lo si «concentra» nel casotto,
che diventerà una dépendance.
E’ consentito l’ampliamento aggiungendo un
piano?
Sì, purché non si superino i quattro metri di
altezza e l’operazione sia possibile. Ovviamente non
superando il 20% di aumento della cubatura ed entro
il tetto di 300 metri cubi.
E’ previsto uno sconto per gli oneri di
concessione?
Sì: se si tratta di una prima casa, o se sono state
usate tecniche costruttive bio o di risparmio
idrico-energetico il contributo di costruzione, solo
con riferimento agli incrementi realizzati, dovuto
al Comune è ridotto del 50%.
Si può ampliare un immobile non ancora
completato?
No. Le nuove norme si applicheranno solamente agli
edifici già completati al 31 dicembre 2008.
Sono consenti interventi nelle aree pregiate
o tutelate?
No, niente interventi nelle aree vincolate da
inedificabilità assoluta, nelle aree demaniali, nei
parchi nazionali. Si possono fare nelle altre aree
protette se c’è un nulla osta delle autorità
preposte ai vincoli (in alcuni casi con un
silenzio/assenso che scatta dopo 30 giorni).
E’ possibile ampliare una attività
commerciale?
No, se l’ampliamento ipotizzato incide sulle norme
con cui le Regioni regolano il commercio.
E per gli edifici che ospitano attività
industriali?
Sì: secondo gli esperti saranno proprio i capannoni
e le aziende a beneficiare di più del decreto. Si
stabilisce infatti che se si vuole ampliare un
immobile non residenziale è consentito un aumento
del venti per cento non della cubatura, ma della
superficie coperta.
C’è rischio di un contrasto tra il governo e
le regioni?
Sulla materia c’è un diritto di legislazione
concorrente da parte dello Stato e delle Regioni. Ma
se il cittadino amplia la villetta in base al
decreto legge approvato dal governo centrale , e poi
la sua Regione fa una legge che nega il diritto
all’ampliamento, diventerà un abusivo? E’
improbabile.