Con tutto il rispetto per il sottosegretario Martinat, chiedo alla Presidenza della Camera se si possa arrivare fino a questo punto: stiamo votando la fiducia ad un Governo che non si presenta neanche con un Ministro, non dico con il Presidente del Consiglio dei ministri, ma neanche con il Ministro per i rapporti con il Parlamento, neanche con il Ministro direttamente interessato!
A mio avviso, quindi, ci troviamo in una situazione in cui vi è necessità di negare la fiducia a questo Governo, perché consideriamo il suo modo di governare pericoloso per la democrazia, per l'economia e per la giustizia del Paese.
La sua perdurante latitanza dal confronto parlamentare dimostra ancora una volta che lei, signor Presidente del Consiglio che non c'è, non ha alcuna considerazione delle istituzioni democratiche. Il suo modo di governare, con il ricorso a continui decreti-legge e con il ripetuto ricorso al voto di fiducia, sta svuotando il Parlamento delle sue funzioni e del suo ruolo.
Mi permetta, signor Presidente della Camera, di utilizzare la prima parte del mio intervento su questo tema: stiamo votando continuamente la fiducia e abbiamo un Governo continuamente latitante nel momento in cui si vota la fiducia! A chi dobbiamo dare questa fiducia? Ai banchi vuoti?
La verità è che a questo Governo non interessa nulla del Parlamento. Va per la sua strada come faceva, una volta, chi decideva da solo, con ben altro intendimento.
Parliamo poi nel merito di questo provvedimento che viene chiamato «salva Alitalia».
Ma quando mai?
Ma quale «salva Alitalia»? Alitalia i
libri li ha portati in tribunale!
Alitalia è praticamente fallita, non c'è più!
Non c'è più! Poteva esserci, se fosse stato
lasciato tutto come avevamo cercato di lasciarlo
noi, cioè vendendola ad Air France,
una compagnia che di mestiere fa il trasporto
aereo. Invece, durante le elezioni, il
Presidente del consiglio ci ha detto: «Fermi
tutti, datemi 300 milioni, perché io dietro
l'angolo ho uno che compra Alitalia e la farà
funzionare bene. I soldi li mette tutti lui, i
dipendenti staranno tutti a posto e l'Italia
viaggerà sicura e contenta». Ma dove? Dove?
Era una truffa, una truffa elettorale.
Di truffa, allora, permettetemi di parlare in
questo mio intervento. Lei, signor Presidente
del Consiglio, sta truffando gli italiani! Lei e
il suo Governo volete far credere - lo volete
far credere e vi riesce, grazie alle sue
televisioni e alle televisioni di Stato, ormai
asservite a lei, e ai suoi giornalisti
compiacenti e dipendenti - di aver salvato
Alitalia. Invece l'avete affossata! Alitalia
oggi è fallita! In compenso, si sono presentati
gli amici del CAI, gli amici
suoi del CAI, signor Presidente del Consiglio!
Proviamo a guardare chi sono costoro. Non sono
emeriti sconosciuti, sono persone che hanno
qualcosa da dire e qualcosa da prendere dal
nostro Paese. Certamente non hanno nulla
a che fare con il know how relativo al
trasporto aereo. Gianluigi Aponte
è un armatore che ha residenza in
Svizzera, una miriade di finanziarie offshore e
una flotta navale battente bandiera panamense.
Costui sarebbe il «patriota italiano», con
bandiera italiana, al quale lei vuole affidare
le sorti della compagnia Alitalia! Certo, c'è
anche Davide Maccagnini,
immobiliarista che prima faceva cannoni e razzi
missilistici, che del trasporto aereo deve avere
una conoscenza davvero eccezionale.
Certamente una conoscenza eccezionale deve
averne Benetton, proprio perché
in conflitto di interessi. Egli, come tutti
sapete, è persona che ha un interesse ben
preciso nell'aeroporto di Fiumicino: lo ha
infatti costruito e lo gestisce. Sarà uno dei
proprietari di Alitalia. Insomma, per
intenderci, come gestore di Fiumicino sarà lui a
decidere quali tariffe far pagare all'Alitalia
per utilizzare quell'aeroporto. Tutto in
famiglia! Questo si può fare. Certo, c'è
Salvatore Ligresti, io me lo ricordo
bene, noto immobiliarista, palazzinaro e
pregiudicato di Tangentopoli. Certo, c'è
Francesco Bellavista Caltagirone, noto
anche lui per le attività immobiliari e c'è
anche l'imprenditore Marcegaglia.
Infatti non si presenta solo l'imprenditrice
Marcegaglia, ma l'intera impresa Marcegaglia. La
conosciamo bene, non solo perché è il presidente
di Confindustria ma anche perché papà
Marcegaglia, come Geronzi e
Roberto Colannino ce li
ricordiamo nel caso della bancarotta, del crack
Italcase. A costoro dobbiamo affidare il futuro
di Alitalia! Gente che ha un'esperienza
specifica su come gestire un'attività così
importante. Oddio, c'è qualcuno che si interessa
di aerei: il proprietario di Air One,
Toto. Se ne interessa così bene che è
pieno di debiti! Se ne interessa così bene che
oggi, fondendo le due realtà, metterà il sistema
dei trasporti italiano interamente in un'unica
mano, con totale assenza di concorrenza.
Potrei continuare ancora ad illustrare chi sono
questi diciotto «patrioti italiani» con
i soldi degli altri, esperti molto bene
a far cassa per loro e a far pagare i danni agli
italiani. Abbiamo consegnato questa realtà a
costoro, senza gara, dicendo che occorreva farlo
urgentemente perché stava per fermarsi l'intero
trasporto aereo.
Appena abbiamo detto che l'avremmo affidato a
loro, il trasporto aereo è continuato senza che
ci avessero messo ancora una lira. Lo sapete o
no che ancora oggi il contratto non è stato
fatto ed ancora oggi hanno chiesto tempo per
presentare la loro bozza di contratto?
Ci chiediamo perché l'asset attivo di Alitalia
non sia stato messo in vendita tramite una gara.
Eravamo riusciti a vendere tutta l'Alitalia, sia
la parte attiva che quella passiva; adesso
invece il passivo è stato messo, con azione
truffaldina, a carico dei contribuenti italiani,
mentre l'attivo non è neanche stato messo in
vendita, ma è stato dato in grazioso dono a
diciotto «furbetti del quartierino», amici del
Presidente del Consiglio, i quali hanno
interessi del tutto diversi dal trasporto ed ai
quali si dice di fare una gara per trovare un
partner straniero!
Ma benedetto il Signore: questo partner
straniero non potevate farlo trovare dallo Stato
anzi dal commissario straordinario
Fantozzi? Non potevamo noi bandire una
gara e guadagnarci sopra? L'abbiamo regalata a
loro affinché se la vendano e ci lucrino la
differenza! Persino i privati hanno fatto
attività speculativa con soldi pubblici!
Si tratta di un reato, se non fosse che lo fate
per legge, perché questa è la nuova
Tangentopoli! La vecchia Tangentopoli è quella
di chi commetteva dei reati; la nuova
Tangentopoli è fare per legge ciò che non si può
fare in modo che appaia tutto legittimo. Si
tratta di una immoralità, di una «porcata» come
si usa dire ormai da tempo, da quando il noto
Ministro Calderoli ha «ideato»
con grande efficacia questo termine.
Quindi, signor Presidente del Consiglio, lei ha
truffato gli italiani perché con questo
decreto-legge ha preso per la gola non solo gli
italiani, ma anche i dipendenti e le maestranze.
Vorrei farle presente e ricordarle, signor
Presidente del Consiglio che non c'è, che lei
non solo ha truffato, ma ha addirittura
ricattato i lavoratori, ha descritto i
lavoratori, i piloti, gli assistenti di volo e
il personale a terra come raccomandati,
lavativi, superstipendiati, nullafacenti: di
tutto e di più. Quasi che la colpa del non
funzionamento di Alitalia fosse delle sue
maestranze e non dei suoi amministratori e non
di quei politici che si sono fatti fare, come il
Ministro Scajola, una linea
aerea apposita che collega Roma ad Albenga !
Non come quegli amministratori come
Cimoli, al quale per farlo dimettere,
sono stati dati otto milioni di euro perché
questo era previsto dal contratto!
Ai lavoratori di Alitalia oggi lei dice che se
non accettano non sarà più loro riconosciuta né
la cassa integrazione né la mobilità, come
previsto. Questo si chiama ricatto! La truffa,
invece, è quel che ha dato ed ha previsto per i
lavoratori non dell'Alitalia, per quelli
dell'indotto, quelli per i quali cioè, lei non
ha neanche previsto il sistema di cassa
integrazione e di tutela previsto per i
lavoratori Alitalia.
Per questa ragione - e mi avvio alla conclusione
ringraziandola, signor Presidente - noi del
gruppo dell'Italia dei Valori, non solo non
possiamo votare la fiducia, ma avvisiamo
l'opinione pubblica, i cittadini italiani che
lei si sta allontanando sempre più dallo Stato
di diritto, dallo Stato della legalità e si sta
comportando sempre più da quello che pensiamo
che sia: un truffatore politico."